|
Nel 1588 Vincenzo Scamozzi intraprese la costruzione delle ultime cinque
arcate verso il molo. La costruzione è a un solo piano, oltre al terreno.
Dal portale, ornato da due cariatidi ideate dal Vittoria, si accede ad uno
scalone decorato da stucchi del Vittoria e da pitture di Battista Franco e
Battista Dal Moro. Si accede all'interno della Libreria per una nobile
scala a due rampe, con soffitto a volta e ripiani a cupola. Lungo la scala
sono collocate sei colonne romane di marmi rari, provenienti dalla
Basilica di S. Maria in Cannedolo di Pola. Al primo piano si nota
nell'andito, a sinistra, uno dei rarissimi esemplari rimasti della
magnifica veduta di Venezia a volo d'uccello di Jacopo de' Barbari (anno
1500), capolavoro d'arte e insieme riproduzione, di assoluta precisione,
della reale forma della città. Il Vestibolo venne concepito dal Sansovino
come sala destinata a lezioni di materie umanistiche, rivolte a patrizi e
cittadini. Nel 1587 il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani decise di
donare alla Repubblica la sua raccolta di statue e rilievi antichi,
soprattutto greci; e il luogo prescelto per riporre la preziosa collezione
fu il Vestibolo, che venne così trasformato - su disegno del patriarca
stesso e di Vincenzo Scamozzi - in Museo Statuario della Repubblica. Oggi
rimangono sul posto solo pochi pezzi, tutti di arte romana. Gli altri sono
conservati al Museo Archeologico di Venezia. Il soffitto ricoperto da un
colonnato, pittura "trompe-l'oeil" di Cristoforo e Stefano Rosa
(1559 ca.); al centro La Sapienza di Tiziano Vecellio (1560). |
|
|
Attraverso
un nobile portale si accede alla sala della Libreria, il vero cuore
dell'edificio, costruito appositamente per ospitare la raccolta libraria
della Repubblica. Alle pareti vennero collocati, tra il 1562 e il 1572,
numerosi ritratti di antichi Filosofi per ricreare un ambiente simile a
quello delle biblioteche dell'antichità. A questo ciclo partecipò
anche il grande escluso dal ciclo del soffitto, Tintoretto, che peraltro
era già stato attivo nella decorazione del Vestibolo, con tele oggi
disperse in varie collezioni.
I due Filosofi al lato del portale sono di Paolo Veronese. Sulla
sinistra, i primi due sono dello Schiavone. Seguono quattro Filosofi di
Tintoretto (il più ammirato di essi era un tempo Diogene, il penultimo
della parete). Del Tintoretto sono anche i due sulla parete di fondo.
Università di Venezia Cà Foscari: Attualmente sede di una delle
facoltà dell'Università di Venezia, rappresenta l'esempio più
completo di architettura tardo gotica nella città lagunare: l'ampio
cortile del palazzo, protetto da mura merlate, un tempo ospitava la
caratteristica scala scoperta, abbattuta nel XVIII secolo. Isola di
Burano: Collocata a Sud-est di Mazzorbo, guarda a nord a Torcello, a Sud
a S.Erasmo e a San Francesco del Deserto. Con i suoi 5mila abitanti è
il più importante centro della laguna nord. E' collegata a Venezia -
Fondamente Nuove - attraverso le linee pubbliche di navigazione dell'Actv.
Densamente urbanizzata, l'isola conserva poco del suo aspetto naturale.
Burano, o la Boreana, deve il nome ad una delle porte di Altino, da cui
venne fondata. Quando Torcello era una città, Burano ne era un vicus,
ovvero una borgata. Burano offre spunti di assoluto interesse per i
cromatismi delle sue abitazioni popolari, dipinte con colori vivaci e
contrastanti e per le sue attività economiche, la produzione di
merletti e la pesca. La leggenda narra che proprio grazie ad un
pescatore sia nata la tradizionale produzione tessile artigiana. Costui
infatti, avendo resistito al canto delle sirene in nome della sua bella,
che lo attendeva a Burano, avrebbe ricevuto dalla regina dei flutti una
corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa.Le amiche della
diletta, invidiose e conquistate dalla bellezza del velo, avrebbero
cercato di imitarlo, dando così inizio ad una scuola di tradizione
centenaria.
Importanti anche gli esempi di architettura sacra, che sopravvivono solo
in parte. Erano quattro le costruzioni religiose esistenti fino all'età
napoleonica che cadevano sotto la diocesi di Torcello: Santa Maria delle
Grazie, detta le Capuccine, ancora esistente ma sconsacrata, San Mauro,
San Vito e San Martino Vescovo, chiesa parrocchiale ancora esistente.
Isola di Murano : Divisa in nove isolette, attraversata da un ampio
canale, Murano è l'isola del vetro soffiato: una tradizione antica,
tuttora vivissima, che ha visto impegnate in questa magica lavorazione
intere generazioni di muranesi. Il Museo del Vetro (orario: da novembre
a fine marzo 10.00-16.00; da aprile a ottobre 10.00-17.00. Chiuso
mercoledì) è oggi meta irrinunciabile per chi voglia documentarsi
sull'arte della produzione vetraria a Venezia. A Palazzo Giustiniani, un
tempo prestigiosa sede dei Vescovi di Torcello, il museo presenta una
ricchissima collezione di oggetti e vetri decorati prodotti dal XV sec.
ai giorni nostri, testimonianze dei mutamenti del gusto e dello stile,
della sperimentazione di nuove tecniche, di una tradizione a cui l'isola
deve la propria ricchezza e notorietà. A poca distanza dal museo, la
Basilica dei Santi Maria e Donato (orario: da lunedì a sabato
9.00-12.00/15.30-19.00. Domenica 15.30-19.00) rappresenta uno dei
migliori esempi di stile veneto-bizantino: interessanti le decorazioni
esterne dell'abside e, all'interno, i mosaici del pavimento con motivi
ornamentali che risalgono all'epoca della costruzione della basilica
(1140).
Delle originali decorazioni interne rimane un mosaico bizantino mentre
la lunetta sopra la porta del Battistero fa da cornice a un dipinto di
L. Bastiani (1484). Teatro La Fenice Inaugurato nel 1792, distrutto dal
fuoco per ben due volte nel 1836, e recentemente, nel 1996, il Teatro la
Fenice era il più importante di Venezia e uno dei più eleganti teatri
italiani. Dopo anni di lavori è stata restituito ai Veneziani e al
mondo nel mese di dicembre 2003. Momentaneamente comunque gli spettacoli
si tengono al Palafenice Itinerari: Venezia Classica Se il Sestiere di
San Marco è il cuore di Venezia, Piazza San Marco ne è certo il centro
pulsante. Definita da molti 'il più bel salotto del mondo', questa
piazza è da sempre il centro della vita veneziana, con i suoi
celeberrimi caffè e l'atmosfera allietata dalla musica. Formata da un
complesso artistico di edifici, i quali, anche se stilisticamente
differenti, sono ormai divenuti un tema urbanisticamente unitario.
Il sestiere di Castello Il sestiere di Castello fu uno dei primi nuclei
abitativi della città (V-VI secolo). Il sestiere prende nome dal
castello che vi sorgeva, con funzione di difesa dagli attacchi dal mare.
A Castello si trova l'imponente edificio dell'Arsenale, per secoli il
più grande del mondo Il sestiere Canareggio Il nome ha due possibili
origini: da Canal Regio, cioè canale principale per il collegamento via
acqua con la terraferma, oppure per la grande estensione dei canneti
esistenti nei tempi passati, che rimanda al nome regio cannarum. La
stazione ferroviaria di Santa Lucia, poichè costruita sull'area
dell'omonima chiesa, soppressa con gli editti napoleonici del 1806, ha
il numero 1 di anagrafico del sestiere. Il sestiere San Polo E' quello
di minor dimensioni. Una caratteristica che contraddistingue questo
sestiere è la fitta compresenza di 'casa e bottega' cioè di abitazione
e luogo produttivo. A San Polo, ma non solo, è marcata una vocazione
veneziana di antica e nobile ascendenza: quella della buona tavola.
Il gusto per il cibo è qui diffuso e onorato, anche nelle sue
espressioni più semplici e popolari: ecco che qui si trovano molte
osterie e bacari in cui è possibile trovare i piatti tipici della
cucina veneziana e assaporare i rinomati 'cicheti' (stuzzichino
infilzato da uno stecchino). Il sestiere di Santa Croce Si trova a
nord-est della città e, tramite Piazzale Roma, collega Venezia alla
Terraferma. Tutta questa zona ha subito molte demolizioni e e
trasformazioni, iniziando dal 1810 con l'abbattimento della chiesa e del
monastero di santa Croce che davano il nome al Sestiere. Nell'area
vennero sistemati i giardini Papadopoli simili ai parchi inglesi, ideati
dal Bagnara e oggi aperti al pubblico, ma totalmente mutati.
Il sestiere di Dorsoduro Si estende nella parte meridionale della
città, inizia dalla Punta della Dogana, la quale si inserisce nel
bacino di S.Marco come la prua di un battello. La 'dogana da mar' della
repubblica fu costruita nel XVII secolo e si compone di molti magazzini
circoscritti dietro la facciata. Termina con la torre quadrata, sopra la
quale alcune statue in bronzo sorreggono la palla dorata dove poggia la
Fortuna, opera di Bernardo Falcone. Doppiando la Torre con la Fortuna,
si arriva alle Zattere, un lungo molo che conduce a Santa Marta.
Costruito nel 1516, serviva per scaricare il legname proveniente dal
Cadore attraverso le vie fluviali, che giungeva a Venezia trasportato su
zatteroni, da cui il toponimo. |
|